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Poesia in cinque cicli

… si effonde il fascino tutto particolare delle fotografie romantiche in cui l´atmosfera è piů preziosa dell´evento. Il tratto scenografico degli esterni, in riva al mare, con un gruppo di ragazze in vesti candide, appartiene a una mediterraneità di sofisticata eleganza, alla poetica del bianco e del silenzio. Quasi prive di momento delle delicate figure femminili pervadono in un benevolo gioco di complicitŕ lo spazio. Non lo dominano ma naturalmente gli si abbandonano con un´innocenza quasi misteriosa, magica, dimenticata, e una contemporanea freschezza priva di affettazione, è uno stato d´animo particolare, risultato del fatto che Norman non è un fotografo della pura luce né del contrasto luminoso. Egli è un intimista, un creatore di atmosfere poetiche, in interni e in esterni, in cui figure, natura e contesto si fondono in uno sfumato pressochè idilico. La figura femminile morbida, silente e elegante nella sua purrezza interiore e esteriore, o il ballerino nella pienezza del suo slancio tersicoreo sono I suoi veri protagonisti. Ovvero il protagonista è il linguaggio dei gesti , delicatamente coreografato e sceneggiato, in uno spazio minimo che ha ognora una sua pregnanza ambientale e un valore spirituale: un litorale marino, rupi, scalinate, volte e portali, o il grafismo di certi interni e le linee stilizzate, armoniche del mondo oggettivo, del parquet o dello schienale di una sedia bianca. Si verificano allora l´armonia e una sottile corrispondenza con il modello; con senso della misura, di bonaria sensualitŕ immersa nella morbidezza dell´ambiente , in un moto appena accennato e già finito. Senza drammi né aggressivitŕ. Si instaura  pertanto anche un rapporto, sostanzialmente assai lieve, tra reale e irreale, fattuale immaginario, che discretamente determina un rallentamento atemporale e ammorbidisce lo sfumato. Nel desiderio di volare – la danza del modello – o nella levitazione dei ballerini si crea quindi l´illusione, nuovo spazio di fascinazione e fede. Dietro al romantico (il seppia) e talvolta al drammatico (nel rapporto del nero verso la figura-volto) si nasconde l´assurdità del reale. Dal quale come dalla banalità, dalla trivialità e crudeltà  del quotidiano, dall´impietosa macchina del tempo che scorre, le sue fotografie si distanziano. Con l´aiuto dell´illusione esse, da un lato,sciamano verso l´armonia in quanto forma suprema di appagamento spirituale; dall´altro, in questo processo formativo, Norman diventa il poeta della malinconia intimistica. Sensibile e contemporaneamente fragile. Stranamente determinato e forte. Ad un tempo delicato ed elegante, con grandi esigenze estetiche che, anche in virtů di una sapiente tecnica, cerca di trasfondere in opere d´arte notevoli.

Gorka Ostojic Cvajner



 

 

La fuga dal freddo

L´amico Mario Giacomelli poco prima di morire, quando giŕ stava molto male, nell´ospedale di Senigallia  mi sussurrň all´orecchio: “Ho voluto documentare la sofferenza che c´é in questo mondo” , e nello stesso tempo ha magnificato la natura, intesa come interminabile fonte d´ispirazione per il poeta.
Questa natura, dura, costruita sulla selezione Darwiniana, in cui I grandi divorano I piccoli, e l´uomo, che a mio modo di vedere quanto piů  si allontana dalla natura, che è del tutto privia di etica, tanto piů diventa umano, possono essere visti come unitŕ armonica, come “Super-etica”, soltanto in una visuale romantica. Nelle fotografie di Norman Douglas Pensa entra in gioco la fuga dal freddo verso l´armonia, la coscienza che le leggi della natura non possono essere cambiate, e che ci vorranno alcuni millenni perchè l´uomo diventi, forse, “piů umano”.
La fuga nella bellezza è riprovevole? Essa può essere anche la schietta risposta dell´artista alla realtà, la costruzione di un contrapposto mondo della rappresentazione, che nell´intimità di un corpo femminile, nei movimenti di una donna che danza e – perchè no – di un fiore, ci fa conoscere l´illusione dell´armonia.

Helmut Schober
Pittore